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Lavori a tempo di record: alla materna di Ghedi sboccia la nuova sezione

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Ghedi ha vinto la corsa contro il tempo e la prima campanella del nuovo anno scolastico. Il sindaco Lorenzo Borzi non ha dubbi: il 13 settembre sarà operativa a tutti gli effetti la diciannovesima sezione della materna che riuscirà in questo modo ad accogliere tutti i cinquecento bimbi iscritti. Nonostante il nulla osta da parte dell’Ufficio scolastico provinciale fosse giunto solo qualche giorno fa, la Giunta si è mossa a tempo di record per ricavare una nuova aula nel plesso di via dei Fontanili. In verità, la dirigente scolastica provinciale Maria Rosa Raimondi era riuscita a riconoscere alla scuola di Ghedi solo 25 ore alla settimana in aggiunta alle 18 sezioni. Il che significava che la materna, invece dell’orario tradizionale esteso fino alle 16, si sarebbe potuta prendere cura dei bambini soltanto fino all’una.

«Tuttavia - afferma il sindaco -, sentiti i docenti abbiamo preferito dirottare quelle ore invece che ad attività di compresenza ed integrative per creare una sezione ex novo, così da non sovraffollare le classi, tanto più che gli spazi aula sono calibrati per un numero non eccessivo di alunni. La scelta è stata sottoposta e all’attenzione del nuovo dirigente Silvio Lamponi che ha accettato dimostrando grande pragmatismo – riprende Borzi –. Così dopo un accurato sopralluogo abbiamo deciso di ricavare un’aula da quella riservata ai docenti che con molto buon senso hanno accettato il trasferimento in un altro lato dell’edificio e di stringersi un po’; così non abbiamo sacrificato lo spazio destinato ai bambini». Poi si è messa in moto la filiera della buona volontà.

LA DITTA CHE HA L’APPALTO per la manutenzione degli edifici scolastici si è prestata a intervenire subito, gli operai del Comune si sono rimboccati le maniche ed ecco che i lavori sono già in dirittura d’arrivo.

«Devo dire che tutti hanno fatto la loro parte – conclude Borzi – ma sono soddisfatto perché grazie alla tenacia e ad una tempistica da record abbiamo accontentato tutti, operatori e famiglie. Non abbiamo voluto dire no all’offerta delle 25 ore perché speriamo che la buona volontà dimostrata convinca le sfere più alte a concedere per l’anno prossimo la sezione con le ore complete».M.MO.

 

Fonte: Bresciaoggi -Domenica 05 Settembre 2010-

Famiglie numerose, Ghedi pensa ad aiuti alternativi

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Dopo le polemiche sull’abolizione della «carta sconti»


«Le famiglie indigenti di Ghedi non saranno lasciate da sole». Lo afferma l’assessore al Commercio Diego Martinelli dopo le polemiche sollevate dalla decisione della Giunta di centrodestra di eliminare la Family card, una tessera che garantiva sconti nei negozi convenzionati. «Lo strumento sarà solo rinnovato - precisa l’assessore -. La Family card fu introdotta nel 2008 dall’esecutivo uscente per dare supporto alle famiglie numerose e non a quelle con problemi economici. Fra i 22 negozi convenzionati soltanto uno vendeva prodotti di prima necessità e nonostante non sia stata rinnovata ufficialmente l’iniziativa, questo punto vendita prosegue nell’applicazione degli sconti. Una linea solidale seguita anche da altri negozianti». Martinelli fa notare la presunta inequità dello strumento: «Gli oneri ricadevano sui commercianti, mentre il Comune si prendeva i meriti». Ma a convincere il Comune ad abolire la tesserina è stato un sodaggio che avrebbe evidenziato il basso gradimento delle famiglie che vivevano la presentazione della Family card come una sorta di umiliazione. «Abbiamo così iniziato a studiare una una nuova formula di aiuto coinvolgendo commercianti e minoranze - osserva l’assessore -: non riesco dunque a comprendere gli attacchi delle opposizioni». Opposizioni che hanno criticato anche il mancato invio dei bollettini per il pagamento dell’Ici. «Abbiamo registrato che la gestione delle autorimesse e delle abitazioni in uso gratuito ai famigliari aveva creato problemi – spiega Martinelli -. I dati non erano corretti come dimostra il fatto che, in fase di controllo dei bollettini compilati e spediti dall’Amministrazione civica uscente, molti sono risultati sbagliati. Quindi sono stati emessi dei provvedimenti di accertamento. Quando si doveva decidere se continuare con la spedizione dei bollettini, l’aggiornamento della banca dati non era chiuso e per evitare di inviare richieste sbagliate, si è deciso di aprire uno sportello di consulenza Ici». M.MO.

Fonte Bresciaoggi, Martedì 24 Agosto 2010

Ghedi elimina il paniere che sfamava le famiglie

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Le minoranze protestano e attaccano la Giunta anche sui mancati avvisi dell’Ici

Addio fra le polemiche agli sconti destinati alle persone in difficoltà Per il Comune la «Family card» rischiava di umiliare i beneficiari

La borsa della spesa a prezzi scontati «piange». L’Amministrazione comunale di Ghedi ha annullato infatti la Family-card, ovvero la tessera che garantiva alle famiglie con problemi economici di acquistare a prezzo politico generi di prima necessità ma non solo, nei negozi convenzionati. La decisione ha spiazzato i cittadini (pochi a dire il vero rispetto ai potenziali beneficiari) che sfruttavano l’opportunità.
MOLTI NONOSTANTE la campagna informativa del Comune hanno appreso che l’iniziativa era stata sospesa solo quando si sono presentati alla cassa dei punti vendita. La Giunta guidata dal sindaco Lorenzo Borzi ha motivato la decisione di abolire la misura anti-crisi varata dall’esecutivo uscente con lo scarso interesse delle famiglie verso lo strumento di risparmio. Alla base della carente diffusione della carta-sconti ci sarebbe secondo gli amministratori una legittima forma di pudore delle persone indigenti perchè esibire la tessera significherebbe rendere pubblica la propria povertà. La sede più opportuna per affrontare le difficoltà economiche contingenti e strutturali restano per la Giunta di Ghedi i Servizi sociali.
LA FAMILY-CARD per quanto riguarda lo shopping no-food - sarebbe stata affossata anche dall’ormai diffusa abitudine dei negozianti di praticare comunque degli sconti per fidelizzare i clienti. Anche i commercianti convenzionati - stando sempre alle valutazioni dell’esecutivo di centodestra - avrebbero osservato come il disagio per la gestione della tessera non giustifica i vantaggi reali per le famiglie.
Una tesi contestata dal coordinamento delle opposizioni, l’organismo che rappresenta i gruppi consiliari «Indipendenti per Ghedi», «Insieme per Ghedi», «La Civica Città di Ghedi», Pd, «Progetto Ghedi-Per Casella Sindaco» e «Gruppo misto».
«La Family card - osservano in una nota congiunta le minoranze - non è uno strumento concepito per le famiglie disagiate, ma per quelle numerose, tanto che era stata distribuita a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito».
Le minoranze sono scettiche sui presunti disagi dei commercianti. «Che i negozianti si siano effettivamente lamentati è tutto da dimostrare - si legge ancora nel documento delle opposizioni -: le famiglie numerose, incentivate dall’agevolazione, più volentieri fanno la spesa dove possano usufruire di sconti, favorendo così i commercianti del territorio. Spiace che questo non lo voglia capire chi continua a dire di voler privilegiare la territorialità».
DA UNA QUESTIONE di interesse per così dire «popolare» come la Family-card a un disguido che riguarda un gruppo privilegiato di cittadini come l’imposta sulle seconde case, il passo è breve anche se non scontato. Un’altra polemica d’agosto sollevata dalle minoranze riguarda infatti la scelta della decisione della Giunta di sospendere l’invio dei bollettini per il pagamento dell’Ici. «La circostanza - rimarca il coordinamento delle minoranze - ha comportato non poche disagi ai contribuenti e indirettamente ha favorito ritardi e morosità nel pagamento.
L’Assessore al Terziario Diego Martinelli ha ammesso il disguido imputandolo a un problema del sistema informatico che gestisce la banca dati. «L’invio di comunicazioni relative al disservizio - replicano le minoranze -, con l’avviso che non sarebbero stati recapitati i bollettini Ici per l’anno in corso è stata valutata una spesa inutile». Milena Moneta

Fonte: Bresciaoggi, Martedì 17 Agosto 2010

Ghedi elimina il paniere che sfamava le famiglie

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Le minoranze protestano e attaccano la Giunta anche sui mancati avvisi dell’Ici

Addio fra le polemiche agli sconti destinati alle persone in difficoltà Per il Comune la «Family card» rischiava di umiliare i beneficiari

La borsa della spesa a prezzi scontati «piange». L’Amministrazione comunale di Ghedi ha annullato infatti la Family-card, ovvero la tessera che garantiva alle famiglie con problemi economici di acquistare a prezzo politico generi di prima necessità ma non solo, nei negozi convenzionati. La decisione ha spiazzato i cittadini (pochi a dire il vero rispetto ai potenziali beneficiari) che sfruttavano l’opportunità.
MOLTI NONOSTANTE la campagna informativa del Comune hanno appreso che l’iniziativa era stata sospesa solo quando si sono presentati alla cassa dei punti vendita. La Giunta guidata dal sindaco Lorenzo Borzi ha motivato la decisione di abolire la misura anti-crisi varata dall’esecutivo uscente con lo scarso interesse delle famiglie verso lo strumento di risparmio. Alla base della carente diffusione della carta-sconti ci sarebbe secondo gli amministratori una legittima forma di pudore delle persone indigenti perchè esibire la tessera significherebbe rendere pubblica la propria povertà. La sede più opportuna per affrontare le difficoltà economiche contingenti e strutturali restano per la Giunta di Ghedi i Servizi sociali.
LA FAMILY-CARD per quanto riguarda lo shopping no-food - sarebbe stata affossata anche dall’ormai diffusa abitudine dei negozianti di praticare comunque degli sconti per fidelizzare i clienti. Anche i commercianti convenzionati - stando sempre alle valutazioni dell’esecutivo di centodestra - avrebbero osservato come il disagio per la gestione della tessera non giustifica i vantaggi reali per le famiglie.
Una tesi contestata dal coordinamento delle opposizioni, l’organismo che rappresenta i gruppi consiliari «Indipendenti per Ghedi», «Insieme per Ghedi», «La Civica Città di Ghedi», Pd, «Progetto Ghedi-Per Casella Sindaco» e «Gruppo misto».
«La Family card - osservano in una nota congiunta le minoranze - non è uno strumento concepito per le famiglie disagiate, ma per quelle numerose, tanto che era stata distribuita a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito».
Le minoranze sono scettiche sui presunti disagi dei commercianti. «Che i negozianti si siano effettivamente lamentati è tutto da dimostrare - si legge ancora nel documento delle opposizioni -: le famiglie numerose, incentivate dall’agevolazione, più volentieri fanno la spesa dove possano usufruire di sconti, favorendo così i commercianti del territorio. Spiace che questo non lo voglia capire chi continua a dire di voler privilegiare la territorialità».
DA UNA QUESTIONE di interesse per così dire «popolare» come la Family-card a un disguido che riguarda un gruppo privilegiato di cittadini come l’imposta sulle seconde case, il passo è breve anche se non scontato. Un’altra polemica d’agosto sollevata dalle minoranze riguarda infatti la scelta della decisione della Giunta di sospendere l’invio dei bollettini per il pagamento dell’Ici. «La circostanza - rimarca il coordinamento delle minoranze - ha comportato non poche disagi ai contribuenti e indirettamente ha favorito ritardi e morosità nel pagamento.
L’Assessore al Terziario Diego Martinelli ha ammesso il disguido imputandolo a un problema del sistema informatico che gestisce la banca dati. «L’invio di comunicazioni relative al disservizio - replicano le minoranze -, con l’avviso che non sarebbero stati recapitati i bollettini Ici per l’anno in corso è stata valutata una spesa inutile». Milena Moneta

Fonte: Bresciaoggi, Martedì 17 Agosto 2010

ROCCO MIGGIANO: "ORA LA GINNASTICA FUNZIONALE SPARISCE DALLA PISCINA?"

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Ghedi: interpellanza al sindaco Lorenzo Borzi a all'assessore Luca Mostarda
ROCCO MIGGIANO: "ORA LA GINNASTICA FUNZIONALE SPARISCE DALLA PISCINA?"


La comunità di Ghedi rischia di perdere il servizio di ginnastica funzionale in acqua promossa da anni nella piscina comunale.
L'allarme è lanciato dalla coalizione di minoranza "La Civica città di Ghedi" che sull'argomento ha presentato un'interpellanza a firma del consigliere Rocco Miggiano che ha presentato un'interpellanza alla Giunta. Dopo il cambio di gestione, l'attività svolta con un pool di fisioterapistisembra essere scomparsa dal carnet di proposte offerte dall'impianto natatorio.
Miggiano, si è dunque fatto portavoce dell'apprensione degli utenti del servizio chiedendo al sindaco Lorenzo Borzi e all'assessore allo Sport Luca Mostarda. "La ginnastica funzionale è stata sempre stata svolta in regime di libera professione e non ha rappresentato un gravame economico nè per il Comune nè per il Servizio Sanitario Nazionale -osserva il consigliere di minoranza- in tempi di crisi ha rappresentato una fonte di lavoro e sostentamento economico di un consistente numero di operatori e relative famiglie. Il costante incremento della domanda certifica il gradimento dei cittadini".
Rocco Miggiano auspica infine che si tratti di una dimenticanza e invita la Giunta "ad evitare che una qualificante attività nata e cresciuta a Ghedi, venga trasferita in paesi limitrofi,o, peggio, interrotta. (d.c.)

Fonte: il Gazzettino 7 agosto 2010

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Agosto 2010 23:25

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