Presentato il volume realizzato da Milena Moneta
Un breve excursus nella storia del sodalizio insieme alla riflessione sui grandi cambiamenti
Francesco Andreoli Il fatto che sia uscito un paio d'anni dopo il compleanno vero e proprio, quando la banda ha spento ben centosessanta candeline, ha consentito di intitolare il volume che racconta la storia della banda di Ghedi, fondata appunto nel 1848, con un riuscito gioco di parole: «160 anni… suonati». Scritto da Milena Moneta il volume ricco di illustrazioni è stato presentato prima in sala consiliare alla presenza dell'assessore alla cultura Raffaele Perrucci, di Salvatore Palermo presidente provinciale dell'Anbima, di Renato Krug per l'Abmb e di nuovo nel corso del Gran Concerto che si è tenuto in largo della Pace e che ha visto alternarsi sul podio i tre fratelli Andreoli, Giovanni, Arturo e Francesco direttore del Corpo musicale cittadino di Ghedi.
«Il percorso che l'autrice ha intrapreso per raccontare le vicende della banda del suo paese non ha voluto essere solo un omaggio al Corpo Musicale Cittadino di Ghedi in un anniversario importante, ma, come ha sottolineato il maestro Riccardo Muti a proposito dell'importanza delle bande per veicolare la diffusione della musica, una cultura musicale che è affinamento e ingentilimento dell'anima - ha commentato Francesco Andreoli -, ma anche il racconto del mondo bandistico, così vivo anche nella nostra provincia, e di tutti gli appassionati che svolgono con dedizione e preparazione un'azione importante nell'ambito musicale e culturale».
Il volume presenta un breve excursus lungo la storia della musica, di antichissima origine come conferma la recente scoperta in Germania di quattro flauti, capaci di suonare cinque note, risalenti a ben 40 mila anni fa, per occuparsi poi delle bande in generale e del ruolo che Brescia ha avuto, in particolare grazie ai maestri Giovanni Ligasacchi, prima, e poi Arturo Andreoli, per rinnovarne il repertorio, trasformare l'organico, consentire il grande salto di qualità che le ha trasformate in orchestre di fiati e percussioni. Quindi si passa alla storia della banda ghedese, frammento importante di storia locale, dando spazio alle origini, ma anche alla storia più recente Si racconta di presidenti e maestri, di concerti ed iniziative, di scuola e di giornalino ( «Nota -mi»), di ospiti e collaboratori, di trasferte e di cd ( l'ultimo «Sta' en banda» con Charly Cinelli), di cantanti e del coro (Brixia Camera Chorus), insomma di tutto ciò che ruota intorno alla banda, senza dimenticare coloro che sfortunatamente non ci sono più. La nota positiva è invece il ricordo di molti che partendo dalla banda si sono diplomati in conservatorio o si fatti onore in ambito nazionale come Rudy Colusso e Luca Erra. Tra le curiosità si cita un neologismo coniato di «banditi»: «andreolata» che sono le proposte azzardate ed inattese che arrivano dal maestro spingendo la banda ad osare, a contaminarsi a lanciarsi in improvvise sperimentazioni con poco tempo a disposizione. In appendice la riproduzione di alcuni documenti antichi consultati.
fonte: Bresciaoggi, giovedì 15 Luglio 2010
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