CHIARI. Seconda sconfitta per l'amministrazione locale, dopo il ricorso contro il bando. Atto discriminatorio e illegittimo: i giudici danno torto al Comune anche nella sentenza d'appello L'assessore: «Ne prendiamo atto»
Bocciatura in prima istanza e bocciatura in appello. Il tribunale di Brescia ha confermato in secondo grado la sentenza avversa ai «Premi di eccellenza scolastica», il bando di concorso del comune di Chiari (istiuito con delibera 120 del 20 novembre 2009) che si proponeva di regalare un computer portatile agli studenti meritevoli, purché provvisti di cittadinanza italiana.
IL «DISTINGUO» a scapito dei ragazzi di origine straniera aveva fatto scattare il ricorso alla magistratura da parte della «Fondazione Guido Puccini per i diritti dell'uomo» e dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'Immigrazione).
Lo scorso 19 gennaio il tribunale di Brescia aveva dato ragione ai ricorrenti e torto al Comune, accertando nel bando per i premi di studio «il comportamento discriminatorio» della giunta guidata dal sindaco nonchè senatore leghista Sandro Mazzatorta.
Da qui la decisione del Comune di Chiari di impugnare quella prima sentenza e ricorrere in appello.
Ieri, dunque, il secondo pronunciamento, ancora una volta sfavorevole all'operato del comune. Comune che dovrà ritirare, o modificare, il bando, oltre a farsi carico delle spese processuali per un totale di 3.500 euro.
NELLA SENTENZA emessa dai giudici Cesare Massetti, Alessia Busato e Marina Mangosi si legge tra l'altro: «l'aver escluso dalla possibilità di partecipare al concorso i soggetti privi di cittadinanza italiana costituisce senza dubbio condotta discriminatoria».
Inoltre, citando l'articolo 43 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione, i giudici hanno ricordato che «compie un atto di discriminazione chiunque rifiuti l'accesso all'occupazione, all'alloggio, alla istruzione, alla formazione e ai servizi socio-assistenziali, o comunque imponga condizioni più sfavorevoli in tali settori allo straniero soggiornante in Italia soltanto in ragione della sua condizione di straniero».
Per il Comune è dunque un'altra sconfitta. «Prendiamo atto della sentenza e rispetteremo quel che ha deciso la magistratura - ha commentato a caldo Gabriele Zotti, assessore alle politiche scolastiche di Chiari -. Ritireremo il bando e, molto probabilmente, doneremo i computer alla scuola media».
Sul fronte opposto, soddisfatto della sentenza Alessandro Zucca, avvocato e rappresentante bresciano dell'Asgi.
«Continuiamo a collezionare sentenze avverse a questo tipo di ordinanze a sfondo discriminatorio. Si sta creando un corpus significativo di precedenti. Finora abbiamo sempre vinto: contro il Comune di Brescia, di Castelmella, di Trenzano. Chiari e Ospitaletto». A breve la discussione sul ricorso del comune di Trenzano, il 18 marzo, e il primo grado del procedimento contro il comune di Montichiari, rinviato al prossimo 8 aprile.
fonte: Bresciaoggi 6 marzo 2010. Articolo di: Luca Canini
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