Buoni libro negati agli studenti delle famiglie residenti a Ghedi da meno di cinque anni.
Il giro di vite nei criteri di assegnazione dei benefici scolastici deciso dalla Giunta di centrodestra sta facendo infuriare il Partito Democratico che chiede a gran voce di sostenere le spese dei libri di testo a prescindere dal pedigrèe anagrafico dei beneficifiari.
«Perchè l’Amministrazione comunale ha voluto inserire una simile discriminazione che aggiunge umiliazione a disagio? - si domanda in una nota il Pd che sottolinea come il bando penalizzerà soprattutto gli stranieri -. Il provvedimento colpisce i minori che con le loro famiglie hanno dovuto lasciare il proprio paese, separarsi da affetti ed amici per cercare una vita migliore». Ma il Pd fa osservare anche un altro aspetto. «Paradossalmente pagheranno dazio al nuovo regolamento anche i figli dei militari dell’aeronautica che per ragioni di servizio vengono trasferiti a Ghedi - si legge nel documento -. E così che li ringraziamo per il dovere svolto anche con missioni pericolose oltre confine? Così diamo loro il benvenuto? Forse qualcuno dimentica il beneficio anche di natura economica che queste famiglie portano al nostro paese e ci sembra inamissibile che perfino il sindaco non le abbia prese in considerazione». Il bando suo buoni libro è insomma già diventato un caso politico a giudicare dalle sarcastiche osservazioni del Pd: «Evidentemente - afferma il circolo riferendosi al presunto appiattimento dell’esecutivo del Pdl sulle posizioni del Carroccio - anche il sindaco Lorenzo Borzi si sta piegando al vento del nord che soffia impetuoso sulla sua Giunta. Ma con le ideologie non si fa buona amministrazione e questa norma lo testimonia: pensata per alcune categorie finisce palesemente fuori bersaglio e crea cittadini di serie A e cittadini di serie B».
Il Partito Democratico è comunque pronto ad impugnare il bando davanti al Tar e invita per questo «le famiglie che non hanno il requisito dei 5 anni di residenza a presentare comunque la domanda di contributo. La nostra città vive quotidianamente in silenzio esperienze di accoglienza e solidarietà che non meritano di essere infangate da norme come questa». Laconica la replica dell’assessore alla Pubblica istruzione Vincenzo Perez. «E’ la Regione che ci impone di inserire quella clausola nel bando peraltro applicata anche in altre forme di sussidi - afferma -: siamo comunque d’accordo con la linea del Pirellone. Volevamo ridistribuire la ricchezza del territorio a chi ne ha più bisogno ma partendo proprio da chi abitando a Ghedi da almeno 5 anni ha contribuito al benessere della comunità».M.MO.
fonte: Bresciaoggi, sabato 27 Febbraio 2010
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