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«Stop» del traffico, i sindaci non ci stanno

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EMERGENZA SMOG. L’appello di Moratti e Chiamparino per un blocco generalizzato il 28 febbraio, che suscita dubbi in Loggia, è respinto dai comuni della provincia.
Il timore è di una soluzione a «macchia di leopardo» Borzi (ghedi): «Una giornata non risolve nulla» Mazzatorta (Chiari): «Educativo, ma poco efficace»

 

Ci vorrà ben altro che l’invito di Letizia Moratti e Sergio Chiamparino per convincere i sindaci dei maggiori comuni bresciani a bloccare il traffico contro le polveri sottili. I primi cittadini di Desenzano, Chiari, Palazzolo, ghedi e Montichiari rispondono picche, con qualche atteggiamento possibilista.
Per martedì la Provincia ha convocato i comuni dell’area critica omogenea, una ventina dalla Valtrompia alla Bassa. Ma il senso dell’iniziativa dei sindaci di Milano e Torino era convincere tutti i colleghi del Nord a fermare le auto. Almeno a Brescia non centreranno l’obiettivo. Certo, nell’area critica la sensibilità c’è, e chi in passato è andato al blocco insieme alla città oggi vorrebbe un salto di qualità con lo stop alle auto nell’intera provincia.
Il sindaco di Castenedolo Giambattista Groli dichiara di non avere «nessuna difficoltà ad aderire a quanto verrà deciso». Tuttavia «resto dell’avviso - aggiunge - che il provvedimento sarà poco efficace se non coordinato con il maggior numero di Comuni». Groli trova «lodevolissima» l’iniziativa di Moratti e Chiamparino ma osserva che «dovrebbero essere le Regioni del Nord a muoversi». Secondo il sindaco di Castenedolo bisogna dare un messaggio il più possibile omogeneo, e «se aderiscono i comuni dell’area omogenea, ma restano fuori Montichiari, ghedi ed altri – dice - i cittadini saranno disorientati e non sapranno neanche quali strade possono percorrere».
Montichiari però con il sindaco Elena Zanola fa sapere che resterà fuori. «Sono questioni che non ci riguardano perchè il nostro territorio non fa parte dell’area critica e neanche siamo invitati al tavolo di martedì – dice Zanola - d’altronde i nostri 82.5 chilometri quadrati sono al 90 per cento agricoli o verdi, tutto il contrario di Castenedolo urbanizzato al 99 per cento». E poi «la nostra tangenziale aperta nel 2000 ha portato fuori il traffico pesante e rispetto a Brescia abbiamo un quadro idilliaco».
Nello stesso solco si muove Alessandro Sala per Palazzolo. «Siamo sul fiume – dice - abbiamo l’aria più pulita d’Italia e non ho nessuna intenzione di prendere provvedimenti del genere a meno che non mi obblighino». E da Desenzano, Cino Anelli fa appello al Garda. «Abbiamo il lago e il vento – sottolinea –, per nostra fortuna l’aria è pulita e non abbiamo bisogno di fermare il traffico. Perciò non faremo nulla».
Da Ghedi Lorenzo Borzi vuole conoscere le motivazioni, prima di pronunciarsi. «Fare un blocco tanto per farlo non mi trova d’accordo, ho saputo dell’iniziativa dai giornali e l’approfondirò», fermo restando che «il gesto è positivo ma un giorno non cambia nulla».
In sintonia, Sandro Mazzatorta, il senatore sindaco di Chiari, ammette che una volta, nel 2005, il blocco è stato fatto. E riconosce pure che «è una bella cosa per il valore educativo che ha». Tuttavia «è di scarsa efficacia se non c’è l’adesione da parte di tutti, e meglio sarebbe mettere in atto politiche strutturali». Quindi «se aderiranno tutti ci saremo anche noi, se ci sarà il mosaico forse resteremo fuori».
Le politiche strutturali, per la verità, sono invocate pure da semplici cittadini. Piero Siccardo, un nostro lettore, fa notare che «solo le ultime due motrici Atr (diesel) delle Ferrovie Nord sono Euro 4, mentre tutte le altre, che sono tante, sono Euro 0 e le più nuove risalgono agli anni Ottanta». Rottamarli non farebbe male.
Intanto l’Associazione Civica Brescia di Gabriele Avalli e dell’ex assessore Valter Braghini chiede a politici, amministratori e tecnici «correttezza e chiarezza” nel trattare i superi di Pm10». In particolare domanda perchè si faccia ancora riferimento ai 35 giorni di supero massimi, e non ai 7 «previsti dal Decreto ministeriale (60/2002) a partire dal primo gennaio 2010». E vuole che si faccia luce sull’entità della multa alla Regione per il supero dei 35 giorni, nonchè «sulle responsabilità degli amministratori per le mancate azioni preventive». Mimmo Varone

 

Fonte: Bresciaoggi Domenica 21 Febbraio 2010