ENTI E POLITICA. Confermati investimenti per 80 milioni nei due scali.
Per Brescia 200 mila tonnellate l'anno nel 2014.
Il presidente criticato da Miozzi (Provincia): «Ci siamo capiti male, avremo modo di parlarci». Per Montichiari la vocazione sarà cargo.
«Abbiamo un progetto industriale fantastico, con molte novità rispetto anche a quello approvato in ottobre. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che ha stabilito che siamo gli unici legittimati a gestire sia il Catullo che il D'Annunzio, abbiamo ancora meno tempo da perdere. Vedrete, potremo correre su un progetti molto importanti».
Queste le prime dichiarazioni del presidente del Catullo Fabio Bortolazzi, dopo che il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar della Lombardia che aveva raccolto il ricorso della Camera di commercio di Brescia e di una cordata di industriali bresciani che chiedevanmo di staccarsi da Verona, ha dato ragione a Verona confermando il Sistema aeroportuale del Garda costituito dai due scali.
Come è stato sottolineato ieri sia dalle categorie economiche che dal mondo politico e istituzionale, si tratta ora di lavorare per arrivare all'accordo con i bresciani su un progetto comune e con scelte chiare, che rendano coinvolti e partecipi anche gli stessi bresciani. Una linea sulla quale evidentemente non tutti si sono trovati in sintonia, viste le dichiarazioni sia del presidente della Provincia Giovanni Miozzi che dell'assessore regionale Massimo Giorgetti che imputano a Bortolazzi di essersi mosso in modo diverso dal mandato dei soci. Bortolazzi taglia corto: «Con Miozzi ci siano capiti male, avremo modo di parlarci».
Bene, ma da dove si riparte ora? I bresciani si lamentano del fatto che per anni sono stati trattati male, dimenticati, tenuti volutamente in una posizione di inferiorità da parte di Verona. Verona, da parte sua, dopo aver ripianato ancora una volta oltre 5 milioni di deficit di Montichiari, ha messo a punto una proposta sulla quale gli stessi soci veronesi dovranno trovare un'intesa ufficiale per andare poi a dialogare con i bresciani.
Si tratta di creare una holding con maggioranza assoluta a Verona (51%) e due quote di minoranza paritarie a Brescia e a Trento. Poi, due subholding per la gestione di Montichiari (a maggioranza assoluta bresciana) e del Catullo (a maggioranza assoluta veronese).
Questa ipotesi ha già avuto il parere positivo, scritto, sia da parte dell'Enac, l'ente nazionale dell'aviazione civile preposto al rilascio della concessione quarantennale per il Catullo, sia da parte dell'Avvocatura dello Stato. «Da qui si riparte», hanno detto sia Miozzi sia il sottosegretario Alberto Giorgetti al fine, come ha detto il presidente di Confindustria Andrea Bolla, «di coinvolgere il più possibile i territori interessati».
Da lunedì, come ha detto il presidente della Camera di commercio Alessandro Bianchi, si comincerà a ragionare e a riprendere in mano il progetto, rivedendo anche gli investimenti e confrontandosi prima di tutto tra i soci veronesi per mettere a punto la strategia anche per Montichiari. Strategia che ieri il direttore generale del Catullo, Soppani, ha ribadito in occasione della Borsa internazionale del turismo in svolgimento a Milano: «Lo sviluppo dello scalo bresciano, peraltro confinante con l'aeroporto militare di Ghedi, prevede il potenziamento della sua vocazione di scalo merci quale piattaforma logistica d'eccellenza sfruttando a pieno la pista di 3000 metri, oltre allo sviluppo progressivo dell'aviazione generale, del traffico low cost e charter fino a saturazione della capacità. Tali linee di sviluppo saranno ancora più efficaci dopo la realizzazione della Brebemi e della Tav che ricadono entrambi nell'ambito del territorio circostante allo scalo».
Soppani vede rosa e conferma gli investimenti previsti: «Grazie a queste iniziative, si stima che il traffico merci si potrà sviluppare fino a oltre 200 mila tonnellate all'anno, mentre il traffico passeggeri potrà raggiungere, nel suo complesso, un massimo di 2 milioni passeggeri per anno (sono 3 milioni oggi al Catullo, che prevede di arrivare a 4,5 milioni)». Insomma, «la Catullo spa conferma l'intenzione di proseguire nel suo piano investimenti per una cifra complessiva di circa 80 milioni di euro», cifra contenuto nel piano industriale fino al 2014.
«È questo per noi un momento positivo», prosegue Soppani, «data la decisione del Consiglio di Stato, che ci dà lo slancio per proseguire nel nostro programma di investimenti, nell'auspicio che tale decisione sia da stimolo alla prosecuzione del dialogo tra i soci veronesi e soci bresciani nell'interesse dello sviluppo degli scali e dei rispettivi territori».
Ma lo scenario è ben più ampio: il sistema aeroportuale guarda al grande progetto del super hub «South European Airport System», che punta a mettere insieme gli scali milanesi, quello bergamasco di Orio al Serio, quello bresciano e quello veronese. Ne è convinto anche il presidente del D'Annunzio, Vigilio Bettinsoli, secondo cui Brescia dovrà per forza essere «una delle gambe del tavolo». E il piano di cui si parla assegna infatti specifici ruoli: low cost e charter per Villafranca, cargo per Montichiari, low cost per Orio, city airport per Linate, intercontinentali per Malpensa.
E lo stesso Bortolazzi aveva detto nei giorni scorsi che «si lavorerà per sviluppare ulteriormente la vocazione cargo dello scalo bresciano».
Fonte: L'Arena 20/02/2010
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