L'edificio si è trasformato nel pomo della discordia fra Amministrazione comunale e opposizione
L'ex assessore Casella:«Deve diventare un museo». Il sindaco Borzi:«Non è certo che lo acquisiremo»
GHEDI«Un’occasione persa», attaccano le minoranze. «Macché - ribatte l’Amministrazione -. Solo che, prima di spendere soldi pubblici, vogliamo vederci chiaro». La «mela» della discordia tra la maggioranza e le opposizioni questa volta ha un nome preciso: Palazzo Orsini. Meglio, quel che rimane di Palazzo Orsini: praticamente le scuderie, o poco più. Un edificio che si trova in via Palazzo, e che avrebbe dovuto, almeno secondo la vecchia Amministrazione, essere acquisito dal Comune per essere trasformato in museo.
La convenzione del 2008
Non a caso, nel 2008 l’ex assessore Armando Casella aveva stipulato con i proprietari di Palazzo Orsini una convenzione, che prevedeva l’acquisizione dell’immobile da parte dell’Amministrazione, la quale in cambio avrebbe ceduto volumi edificabili in un altro sito.
Nei giorni scorsi, però, accanto a Palazzo Orsini è comparso un cartello con scritto «In vendita». La qual cosa ha fatto letteralmente saltare sulla sedia Armando Casella, che nel frattempo è passato dal ruolo di assessore a quello di consigliere di minoranza. E così, insieme ad altri colleghi (Luca Renica, Giovanni Cazzavacca, Bartolomeo Falanga e Rocco Miggiano) l’ex assessore ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale.
L’interrogazione dell’opposizione
«Abbiamo appreso con stupore che l’immobile è stato messo in vendita dalla proprietà - recita l’interrogazione -. L’immobile, porzione cinquecentesca del più ampio Palazzo del conte Nicolò Orsini da Pitigliano, è oggetto di una convenzione divisa in due fasi: la prima, già attuata, prevedeva la cessione e la conseguente demolizione dei fabbricati artigianali posti in adiacenza alla muraglia di confine con la scuola elementare, con la creazione di un ampio parcheggio; la seconda prevede la cessione e la ristrutturazione delle ex scuderie del palazzo per destinarle ad archivio storico, museo della città e per mettere a disposizione della scuola elementare alcuni spazi per laboratori e attività di ricerca».
Riteniamo che questo accordo abbia un notevole beneficio per la comunità, continuano gli interpellanti, anche perché «l’operazione è stata costruita senza che l’Amministrazione debba spendere soldi». Nel ricordare che «la convenzione che regolava i rapporti tra l’Amministrazione comunale e il proprietario del palazzo è scaduta il 7 agosto del 2009», gli interpellanti rilevano che «non dare seguito agli obiettivi sopra richiamati sarebbe una grave mancanza da parte dell’attuale maggioranza». E per questo chiedono «la motivazione per cui l’immobile è stato posto sul mercato».
Il sindaco Lorenzo Borzi e l’assessore ai Lavori pubblici, Gianluigi Boselli, la pensano diversamente: «Palazzo Orsini dovrebbe diventare un museo annesso alla vicina scuola elementare - obiettano -. Bene. Però non v’è da dimenticare che a Ghedi si sta pensando di spostare tutte le scuole in un nuovo Polo, che dovrebbe nascere a sud del paese. Domanda: se acquisiamo l’immobile e lo trasformiamo in un museo, ma poi spostiamo la scuola, che senso ha l’operazione? Prima di spendere soldi pubblici non è forse il caso di valutare tutti gli aspetti?».
Comunque sia, chiudono sindaco e assessore, «non abbiamo rinunciato al progetto: ci siamo solo presi un po’ di tempo per valutare la situazione. Il filo diretto con i proprietari era ed è aperto». gaf
fonte: Giornale di Brescia -domenica 7 febbraio 2010-
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