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DOVE SI RIFLETTE SULL’IRA E ALTRE COSE

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Umberto Simoncelli

Rispondo alle accuse del nostro affezionato e critico Marco Aurelio facendo alcune considerazioni generali che spero possano essere utili.

Il mio ruolo: il nostro Consigliere Comunale è a buon diritto l’ottimo Miggiano, con cui sono in stretto contatto, con cui mi consulto e confronto e con cui vado d’accordo, ma che gode di quella autonomia  decisionale e operativa che si addice a un Capogruppo. Quindi, se qualcuno si fosse fatto l’idea che Miggiano “prende ordini” da me o da altri  è fuori strada: Egli si muove in buona compagnia, condivide le linee generali strategiche della Civica, ma è singolarmente responsabile delle sue azioni. Poi, accanto a  lui e a me ci sono , come sapete, un manipolo di persone esperte, volonterose e capaci che lavorano in buona armonia.

La mia rubrica: essendo Rocco Miggiano il nostro uomo in Consiglio che si interessa dei problemi contingenti , e come lui i vari Commissari,  io mi occupo soprattutto di temi e riflessioni di carattere più generale e, volutamente, i miei interventi hanno spesso uno sfondo più ampio e hanno soprattutto il fine di stimolare il dibattito su temi che a me paiono  interessanti. Il grosso limite di questa Giunta, che ritengo volonterosa e onesta,  è il basso livello culturale medio che si traduce in  un nadir immaginativo senza precedenti: credo che ci gratificheranno di meravigliosi spartitraffico, aiuole multipiano, chilometri di porfido, forse sforneranno anche dei campioni di pattinaggio artistico, ma non potranno che essere culturalmente poveri,  limitandosi a imitare le iniziative della Città e della Provincia (sic!), mancando essi di quella sana umiltà che serve a cercare consigli e aiuti mirati. Temo che nel prossimo quinquennio Ghedi  non potrà che adottare un basso profilo, molto lontano dagli ambiziosi traguardi che dovrebbero essere propri di uno dei più grandi e prosperi Comuni della Provincia di Brescia.

I miei rapporti con l’Amministrazione: una delle caratteristiche che mi hanno reso inviso l’attuale vicesindaco è il suo essere perennemente arrabbiato. E’ stato seduto dietro a me in sala consigliare per 5 anni e non l’ho mai visto sorridere, ma, piuttosto, passare da un'arrabbiatura all’altra, ininterrottamente.  Una volta mi arrabbiavo anch’io (mi chiamavano “cerino”) poi ho capito che questo era sbagliato per almeno 3 motivi, citati in ordine sparso: a) quando ti arrabbi hai perso la battaglia b) quando ti arrabbi perdi la lucidità c) quando ti arrabbi stai male; quindi adesso mi arrabbio pochissimo, sto meglio e ragiono meglio. Non ce l’ho con nessuno, non faccio sconti a nessuno, non chiedo favori a nessuno.

Il ruolo della Civica: una delle grandi accuse che l’attuale vicesindaco  (arrabbiatissimo) mi formulava è che io-noi  “puntellavo” la sinistra al potere, perché io e Carmine ci rifiutavamo di uscire dall’aula per far mancare il numero legale, o perché, non infrequentemente, votavamo a favore della Giunta (vedasi tangenziale Ovest….!!.), o forse perché alcun volte accettavo delle caramelle dall’assessore Lang o facevo due chiacchiere di sottecchi con l’assessore Casella o con altri “nemici”. Non sorprendentemente non aveva (avevano) capito quale fosse il nostro ruolo , e credo, non l’abbia (no) capito neanche adesso preso atto con stupore della stizza e dell’intolleranza con cui respingono le nostre critiche e volontà di interazione (si “offendono” con allarmante facilità). Noi non siamo né “Sinistri” né “Destri” (in Consiglio Comunale), ma siamo un gruppo di persone che, libera da ordini e dal fardello delle strategie di Partito , cerca di vincere i pregiudizi e fare il bene del proprio paese. Certo, questa nostra natura ci rende scomodi, perché nessuno può, a priori, contare sulla nostra “complicità” garantita dalla co-militanza in un partito. Quindi Marco Aurelio, non aspettarti da me e da noi che muoviamo, con cattiveria, delle critiche pregiudiziali all’operato di questa Giunta: non lo facevamo prima e non lo faremo certo adesso. Piuttosto criticheremo puntualmente il loro operato ma saremo pronti a plaudirli qualora facciano bene, Borselli in testa: chissà che non ritrovi il sorriso.

Cordialmente, con un sorriso.