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La sottile linea rossa

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Umberto Simoncelli

Cari amici, ancora una volta vorrei dividere con voi alcune riflessioni sorte dai più recenti fatti.

 

Mi chiedo:”E’ possibile che due amici o parenti abbiano idee politiche divergenti e continuino, fuori dall’ “arena” ad avere un rapporto cordiale e amichevole? Oltre che possibile, è lecito? Dove finisce l’uomo privato e dove comincia l’uomo pubblico, “politico?
Io credo sia possibile ma molto difficile, proprio perché l’amicizia è sinonimo di profondo rispetto reciproco che, forse più dell’amore tra i sessi, non consente distrazioni perché a differenza, appunto, dell’amore, non è cementato da un’ altrettanto forte base ormonale ed emotiva e si fonda, piuttosto, sulla stima reciproca. Non annovero tra i miei amici persone che non stimo, anche se, naturalmente, trattandosi di essere umani , le distinzioni non possono essere così nette e costanti. Potremmo dire che c’è un continuum dove, da una parte, stanno un manipolo di amici veri, che stimo, che magari non sento o non vedo da anni, che magari frequento anche poco, ma la cui amicizia mi pare inossidabile; dall’estremo opposto ci stanno  coloro che magari mi divertono, che frequento occasionalmente, con cui, magari, non ho mai avuto uno screzio, ma che considero solo simpatici conoscenti. Si badi, non ne faccio una questione di valore o di merito, perché i medesimi possono essere ottimi amici di qualcun altro, oppure, diventare successivamente miei amici, senza preclusioni. In mezzo a questi due estremi ci stanno tutti gli altri, che, nel tempo, oscillano di quà e di là. L’amicizia, inoltre, non è sempre un rapporto  simmetrico o univoco, in quanto, per quanto impegnativo, credo sia possibile nutrire sentimenti di stima e amicizia per qualcuno che non ci ricambia  cercando al contempo di “conquistarlo” con il nostro valore morale e intellettuale, così come accade spesso che, nei confronti di una terza persona, due ottimi amici abbiano opinioni del tutto divergenti.  Ma, vorrei sottolineare, che mai e poi mai, dovrebbe cadere la tensione di stima tra due amici, pena la fine di un’amicizia con la “A” maiuscola e, quindi, l’amicizia non può permettersi di essere un sentimento distratto o gestito con improvvisazione o superficialità.  In merito poi ai confini tra uomo pubblico e uomo privato direi che non possono esistere pena l’accusa, legittima, di finzione e opportunismo. Un uomo che non vale niente non può essere un buon politico e , per contro, un buon politico non può che essere un’ottima persona. Dico questo per distinguerlo dal politicante, scaltro conoscitore dei trucchi della politica, che, però, di solito, ha le gambette corte,e , al pari di certi campioncini che paiono fortissimi tra le quattro mura di un oratorio, assumono connotati ridicoli quando vengono proiettati in una classe superiore, e non lasciano dietro di sé alcuna memoria.